Soltanto stella cadente...

L' "alternativa", finalmente mi si è presentata. Era da mesi che non provavo qualcosa di simile. Sembrava quasi di rinscere. Quasi come un fuoco che prima era una brace, si è spento al vento e poi si riaccende fievole un minuto tizzone. Tuttavia, se sono qui a scrivere vuol dire che quella speranza nata circa una settimana fa è scomparsa veloce come è apparsa. L'avevo trovata la via d'uscita, ma "loro" hanno reso questa strada più impraticabile di quella che volevo abbandonare. Si può odiare a tal punto qualcuno? Solo stare qui, mi fa star male, solo vederli. Solo essere consapevole di essere ancora costretta a dipendere da loro, a vivere sotto lo stesso tetto. Odio tutto ciò che li riguarda, da quegli stupidi programmi in TV che "lei" non si stufa mai di guardare a quello che prepara "lui" a cena la sera del suo giorno di riposo. Quando parlano di me ( molto più spesso di quanto mi parlano direttamente) o quando mi rivolgono la parola, vorrei davvero non essere in grado di udire più nulla. Solo per non poter più udire il disprezzo di "lui" e l'odio di "lei". Solo per non sentirmi dire cose già che so: che sono inutile, che sono la figlia sbagliata per i genitori sbagliati, che se fossi morta, o meglio mai nata, o me ne andassi presto andrebbe tutto al meglio.
Quanto ci vuole a capire che ormai ho perso tutto? Ogni motivazione? E tutto ciò che avevo ritrovato "loro" hanno fatto del loro meglio per sgretorlarmelo. Tutta quella poca speranza e determinazione che avevo accumulato.
Sì, pensano di fare i genitori, pensano di esserlo sempre stati. La verità è che non lo sono, non lo sono mai stati e mai lo saranno.
Il modo per stupirmi lo trovano ancora però. L'altro giorno mio padre mi ha chiesto perchè volevo lasciare infermieristica pediatrica. " Hai qualche problema?" mi ha chiesto. Ci sono rimasta talmente stupida che l'ho guardato attonita per qualche istante.
Era la prima volta che mi chiedeva qualcosa del genere.
No, papà, è davvero tutto okay. L'unico problema è che odio questa casa, odio il modo in cui mi trattate e vi rivolgete a me, odio quel che pensate di me e pretendete che faccia. In sostanza è davvero tutto perfetto per una distruzione emotiva. Certo, è ovvio che c'è "qualche problema". Tutto è un enorme problema, da parecchio tempo oserei dire. Questa casa non è una vera casa come dovrebbe essere, accogliente e rilassante. In questa casa ci vive una famiglia che non è una famiglia, solo un branco d'animali.
Pure io non sono come dovrei essere. Sono una figlia che non è una figlia, una ragazza che non pensa per nulla come una ragazza. Un essere vivente che non è capace di vivere. Direi che è tutto sbagliato da come dovrebbe essere in una realtà "normale". Avrei voluto dirglielo , ma non avevo nemmeno voglia di gettare altro odio sull'odio, litigare di nuovo con "loro", leggere altro disprezzo nei loro occhi. Ci ho provato a dirgli certe cose, ma ho capito che impossibile che capiscano, non si può cambiare questa situazione. Non voglio vedere nè ascoltare, non credo che possano capire.Quindi, gli ho risposto che no, non c'erano problemi di nessun tipo. Che enorme menzogna.
Certo che se in tutti questi anni non mi hanno mai veramente ascolta, ma solo sentita come un ronzio inutile e fastidioso, non sarò mai capace di confidargli la minima cosa. Certo che, invece, di guardare veramente cosa sono, sanno solo vedere l'apparenza. Non potranno mai scrutrare nè tantomeno capire la vera Zaira. Proprio quella che si nasconde dietro questa stupida e falsa maschera di felicità, quella inadatta al mondo ed alla vita, quella più morta che viva.
Se non hai le ali non puoi volare, niente di finto e costruito ti potrà far spiccare il volo. Io non ho ali, non potrò mai volare.
Scruto ancora una volta il cielo stellato, ogni notte che ne ho l'occassione. Ogni volta penso a quanto vorrei essere dispersa in quel blu infinito, dove si perde l'occhio e non può scorgerne una fine. Ma alla fine mi rendo conto che non potrò mai essere come quelle belle stelle brillanti, ma solo una piccola ed insignificante stella cadente, nel suo ultimo tratto in discesa. Un attimo ed è scomparsa, silenziosa e solitaria. Affondo sempre più. Tutto si fa sempre più buio. No, che stupidata. Non esiste più luce già da un po' di tempo. Tutto si è spento, ogni cosa è solo inscrutabile ed impalpabile tenebra.
×÷•.•´¯`•)† sospirato da Mewkaggy alle 21:09 †(•´¯`•.•÷×
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Angel of Death

Ho provato a cambiare, un sacco di volte. Ho tentato di aprirmi e costruire vere amicizie per alleviare questi insopportabili pensieri, ma è sempre stato difficile. Nemmeno con la mia migliore amicia riesco a rilevare queste riflessioni, che paiono stupide, ma quando sono qui a batterle sui tasti sembrano csì grandi, così importanti, così insostenibili. Così impossibili da rilegare ancora una volta nel cuore.
Ed ora sono come una tempesta oscura che non fa altro che peggiorare, di giorno in giorno, di ora in ora, dopo ogni secondo che sfugge in questo tempo. Lo sapevo, come al solito stare fuori casa è la cosa migliore. Sono felice quando tanto più di distanza mi separa da quella casa. La odio, come odio lei. Appena metto piede dentro l'umilizazione e la disperazione mi schiacciano come un peso insopprimibile. Davvero non so cosa fare, non ho niente da fare per questa situazione. Ora quello che funziona meglio è fuggire più lontano e tempo possibile da qui. Perchè se sono felice lontano, quando sono a casa tutto questo male cancella in un attimo quel benessere e tutto quello che di bello era stato lontano diventa insignificante e nero, velato di questa soffusa tristezza legata a questo mare di sofferenza. Vorrei fuggire, scomparire nel nulla, cancellare questo capitolo della mia vita vissuta, tutta fin dall'inizio, per ridisegnarne una nuova, con un significato a coprire questa nullità di ora.
Vorrei essere un'altra persona, che sorride alla vita, che ne è felice di vivere, invece, sono l'oscura ombra che non vede altri colori che il nero. L'angelo della morte che vive nei cuori della gente, sono l'insetto fastidioso che rovina chi gli sta accanto, non mostra simpatia o allegria ma solo una soffusa tristezza senza alcuna determiazione, priva di vitalità. La piccola bambina mai cresciuta e dispersa che si lagna in una strada sperduta nella grande metropoli affollata. Sola, solo questo in realtà sono. Perchè credo che non esista qualcuno in grado di comprendermi veramente.
Voglio evadere da questo mondo in cui ho sempre vissuto, infrangere ogni regola e divieto che mi sono proposti, per mia soddisfazione. Ieri l'ho fatto, ho rotto un tabù che dentro di me mi ero sempre imposta. E sono stata bene. Il rientro a casa ha cancellato, però tutta quella soddisfazione, succede sempre.
Lei che si lamenta sempre. Io che ormai, priva di ogni sentimento positivo e paziente, che rispondo acida. Lei si arrabbia, ed è lì che la crepa nel ghiaccio tra di noi si allarga. Si è quasi del tutto formata la voragine che mi farà cadere. Ormai lei irraggiungibile, non possiamo nemmeno sfiorarci, perhè è troppo diversa da me, non sarà mai in grado di comprendermi, anche se mai ne ha avuto voglia ed è stata capace di farlo. Ed ora vorrei fuggire di nuovo, sparire ancora una volta.
Oggi sono stata davvero bene, fuori dalle 7 del mattino fino alle 7 di sera, senza vederla, nè sentirla.
Mi ha tirato su di molto, anche se poi tutto svanisce nella mia fosca rabbia contro il mondo e me stessa.
Oggi ho fatto altrettanto, pur di starle lontana qualche altra ora. Farei di tutto oramai. Mi sono fermata a Biella tutto il pomeriggio quasi, anche se non avevo nulla da fare. Ormai mi capita spesso. Lontano. Che meraviglia, quesi lunghi e distanti 2 chilometri di distanza che ci separano.
Ormai altro non ho scopo nella mia giornata: scomparire al più lungo possibile.Ora sono qui che scrivo le mie solite parole di rabbia, perchè questo è l'unico modo per buttare tutto fuori e placare almeno in parte la mia anima in subbuglio. Mi sento quasi esplodere, solo una gran rabbia mi preme nel petto, tanto che fa male, anche fisicamente. Manca una goccia, quella giusta che farà uscire tutto fuori, tutta questo dolore e rancore che reprimo ogni giorno. Credo che la Zaira pacata e ubbidiente di un tempo sia scomparsa, e no, questo a loro non piace.
Non mi era capitato di sentirmi così furiosa, non credo ci sia nessun motivo in particolare, è solamente tutto l'insieme di ogni piccola cosa, un agglomerato che è divenuto quasi insopportabile. Questa volta nessuna crisi di pianto, c'è troppa rabbia che tristezza credo. Mi sento oppressa, schiacciata da tutto, da questo insopportabile mondo, da questa patetica e ridicola società. Credo che il sentirsi soli sia la cosa peggiore che possa capitare, forse è questo il motivo principale del mio male.
O forse sono loro, i miei genitori. O forse sono ancora e solo io a permettere che stia così, perchè altro non so fare ormai che farmi del male. Mi sento esplodere dentro, mi fa male il petto ed il cuore, credo che questa volta neanche scrivere mi basti a sfogarmi. Niente basta più, niente è più in grado di ridarmi quella luce che ho perso di vista già da molto tempo. Ora c'è solo il nero, ed il ghiaccio di questo mio cuore freddo e animo spento. Sono solo una statua di pietra che ha smesso di vivere mentre ancora gli è permesso di esalare il respiro della vita.

"Sono il fantasma che ancora vive e soffre, che guarda il mondo con il sguardo apatico e versa le sue lacrime per lui. Sono l'ombra che vaga e si nasconde allo sguardo, che fugge dalla realtà. E l'anima nera che nulla di buono vede con i suoi tristi occhi scuri ed annebbiati di pianto. Ed ora sono il ghiaccio freddo che ha spento ogni fiamma di calore ed il vento gelido che passa insidioso ed invisibile allo sguardo, asciutto come fine sabbia, che non ha più goccie di pioggia da versare sull'arido terreno deserto dell'anima. Rappresento la nebbia fitta che offusca i sentimenti, che avvolge i sentimenti impenetrabili. Non sono incompresa, nè odiata. Sono solo troppo poco visibile allo sguardo del mondo, non sono nient'altro che una comune ragazza è malata alla società ed alla vita stessa. Il cuore rotto in frammenti di sofferenza, portato via dalla melodia triste e fittizia di vita.
Sono l'angelo della morte, che ancora non si vede privato del suo respiro ed ancora trova le lacrime per piangere questo crudele destino di attesa."
×÷•.•´¯`•)† sospirato da Mewkaggy alle 20:56 †(•´¯`•.•÷×
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DEMON

La notte è buia, mi sono persa in questo mare di tenebra, vi affondo ogni secondo di più, non riesco più a districarmi ormai dalla mia oscurità. Il mio appiglio mi è scivolato via dalle mani e non mi importa più nulla di afferrare quella salvezza. Non voglio diventare la bambina capricciosa che si compiange, che fa annoiare gli altri con la solita storia del " sono triste" e " la vita fa schifo". E' giusto così, l'oscurità ormai è divenata parte della mia esistenza e nulla può cancellarla. Credo che sia nutile aggrapparsi ad inutili illusioni elaborate dalla mia mente malata, credo che alla fine quando la delusione ti dà la sua frustata la sofferenza non faccia che peggiorare. E' vero sono triste, è vero sto malissimo, ma sono stufa di continuare a dirlo, sono stanca di dare sempre le solite spiegazioni, che spesso sono bugie. Starò semplicemente zitta e continuerò a dire si va tutto bene quando me lo chiedono, anche se è il perfetto contrario ciò che provo. Credo che ormai questo sia il destino che mi è stato riservato. Credo che non esista l'amicizia, nemmeno quell'amore che ho sempre sognato. Questi meravigliosi sentimenti non possono far parte di un essere ripugnante quale l'uomo. Ho capito che non fa per me nemmeno avere una finta amicizia. Non faccio parte di questo mondo perfetto all'apparenza.
Mi farò da parte, perchè non voglio essere più un impiccio per gli altri, non più un fastidio. Perchè è così che mi sento sempre, ogni volta, una cosa inutile da scartare con un semplice "va bene, pazienza", uno stupido problema da risolvere. Piangerò le mie lacrime nel silenzio, come faccio sempre, condividerò i miei pensieri con la carta, come da tutta la mia vita. Devo trovare quell'equilibrio che ho perso, resistere a tutto quello che mi sento crollare addosso, di questo mondo distorto, che odio, che non vorrei più vedere con questi occhi, sto affondando sempre di più in questo mare di tenebre, non riesco più a respirare, mi pare di scoppiare. Vorrei mettermi a gridare, insulatare il mondo intero, chiedere perchè tutto deve essere sempre così ingiusto, ma alla fine è solo uno stupidaggine. Neanche questo ha più importanza. Sola, mi sento quasi un mostro dell'oscurità, che non esiste di giorno, ma di notte e gettafuori tutto il dolore che reprime. Sono il demone dell'oscurità di questa esistenza.
Mi capita quasi tutti i giorni da un poco. Ogni volta esco di scuola cercando di reprimere le lacrime, non voglio che nessuno veda questo mio dolore. E così mi ritrovo ogni volta a scappare a testa basta, quasi le persone pensassero che sono maleducata e non saluto neppure. Fa niente, ormai è così da sempre, sono sola adesso e sempre lo sono stata e contiuerò ad esserlo.
Niente ha più importanza, mi continuo a preoccupare per cose futili, la scuola, gli esami. Cosa importa? Cosa mi serviranno? Tanto si sa cosa c'è dopo, non servirà un buon voto a vivere un po' di più, un buon studio per essere accettata da una società di cui mai mi sono sentita parte e mai lo farò.
Mi sono ritrovata a pensare al grande Socrate, filosofo greco. Si è suicidato perchè era stato incolpato di atti ingiusti ed escluso dalla comunità per qualcosa che non aveva fatto. Mi sento come Socrate ora e spesso mi trovo ad invidiarlo per il suo coraggio di morire, un coraggio che io non riesco a trovare. Spesso però mi ritrovo a pensare che sarebbe bello morire con una dignità come la sua, decidere di dare un taglio a tutto questo mondo senza un senso con la Cicuta, per morire come il grande Socrate. Non credo farebbe la differenza, non credo che il mondo se ne accorgerebbe. Sono un fatasma che vive nell'ombra e contiuerò ad esserlo fino alla fine del mio ultimo giorno.
Sono l'oscurità del mondo illuso, l'oscurità che nascosta vede tutto e sa la verità e si dispera nel suo silenzio che ha sapore di morte senza ritorno.

×÷•.•´¯`•)† sospirato da Mewkaggy alle 21:40 †(•´¯`•.•÷×
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I DO NOT WANT LIVING

Sto male, male, male. E pensare che oggi ero felice ed adesso sto male da sentirmi morire.
Basta solo lei a fare esplodere tutta la mia sofferenza che, ormai, sono così brava a nascondre. Chissà ma alla fine non ci sta più ed allora esplode tutto ed io non faccio altro che piangere per ore. Ho voglia di gridare, di distruggere tutto, anche me stessa. Sto male sempre, tutte le sere, ma quella di oggi è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso... e tutta la sofferenza dei giorni passati è fuoriuscita così come esce l'acqua dal vaso rotto.
Perchè mi fa sempre male?? Le madri non sono fatte per far star bene i figli? E poi mi vengono a dire che mi vuole bene e che pensa a me. No! Lei non mi vuole bene. Non si fa del male in questo modo a chi vuoi bene. E' inaccettabile. Mi sento incomprensa ed anche altamente stupida. Forse sono io che non capisco, di sicuro sono sempre io sbagliare.
Perchè nulla, ma proprio nulla, riga mai per il verso giusto.
Questa la chimate una famiglia?! L'unica che si salva qui dentro è la mia sorellina Sabrina: se non ci fosse lei non so come farei. Non riesco ancora a capire perchè sia nata questa suddetta famiglia. Un padre che è quasi del tutto assente, anche se, tutto sommato non è del tutto colpa sua. Una madre che non mi guarda in faccia quando ha meglio da fare, che mi attacca in ogni istante con ogni stupido pretesto che trova. Certo certo, vengo sempre dopo alle sue priorità, ormai l'ho accettato da tempo. Sono meno importante di uno stupido programma televisivo. Non è poi così importante interessarsi una volta alla mia vita scolastica o meglio emotiva... Mica è importante se sto male. Ciò che importa sono le cazzate che stanno nel suo cervello: i soldi, la televisione, la casa ed i suoi stupidi lavori di casa, la cena e il marito.
L'ho già accettato di essere 'emarginata' anche qui, nella mia famiglia, come fuori nel mondo. Come sempre da tutta la mia vita. Lo so, è difficile ascoltare quello che ho da dire, sono anche insopportabile forse, ma allora cosa pretendi da me?? Perchè pretendi di avere da me quando non mi dai nulla?
Perchè mio odi?? Cosa ho fatto? Sono stufa di tutto, anche di vivere... ed in questi momenti che ormai si relaizza in tutte le sere mi piacerebbe davvero non esistere. Sarebbe la cosa migliore per il mondo. Tanto è come se già non esistessi.
Mi chiedo piangendo perchè sono nata. Sono stufa. Sono stanca. Non ce la faccio più a vivere così. Mi sento inutile mi sento un essere insignificante. Perchè è sempre così. E le sue parole ed i suoi gesti non fanno altro che confermare le mie convinzioni.
La persona che mi ha creato mi odia e nonostante tutto a quello che provo a fare non cambia mai niente.
Perchè mi odi? Non mi rispondi mai. Però mi odi, si vede.
E allora perchè mi hai fatto nascere? Potevi anche evitarlo, che grave errore il tuo, lo sai? Ah già, lo sai anche tu. Anzi sei stata proprio tu a dirmelo più di una volta.
Allora se te n'eri pentita perchè non hai abortito?
Pensa ciò che vuoi ma io non ti considero una madre da tempo, sei solo una persona che vive dove vivo io, e questo mi infastidisce perchè ancora dipendo da te, mi odio tanto per questa mia debolezza. Ma ormai sei solo un eco lontano, il mostro del dolore che bussa alla mia porta ogni sera.
Non ti dirò che ti odio, perchè nonostante ora sia infuriata non riesco a farlo. Forse questo è un altro aspetto della mia stupidità.
Posso solo chiedere scusa, mi dispiace di esistere.
Non riesco più a smettere di piangere. Ed ora sono qui a piangere, come sempre. Piangere... la storia della mia vita. Chissà forse presto smetteranno di scendere le lacrime. Prima o poi devono finire. Come la sofferenza, e la vita.
×÷•.•´¯`•)† sospirato da Mewkaggy alle 21:12 †(•´¯`•.•÷×
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HATE ME

E' da parecchio che non aggiorno il blog, ma giorno dopo giorno, con il poco tempo ed i problemi con la famosa prolunga non funzionante, non sono riuscita a scrivere.
E' difficile trovare le parole per questo momento, mentre la solita confusione si fa padrona dei miei pensieri e la malinconia invade il mio cuore. Mi volgo alle spalle e non vedo nulla per cui valga sorridere e di fronte neanche, non un futuro non un passato.
Anche ora faccio fatica a battere queste parole ai tasti. Forse perchè i miei pensieri sono troppo turbolenti, così aggrovigliati che non si riesce a vedere un quadro chiaro. O forse perchè sono io che non voglio esprimerli.
E' probabile che non riesca nemmeno a scrivere cosa provo, un piccola delusione, insieme a rabbia, verso di me.
Mi sento un mostro, senza un cuore, alcun sentimento. Perchè se non fosse così non gli avrei fatto del male, non lo avrei ferito.
Forse ora versa lacrime di sconforto e delusione,... di dolore. Per colpa mia, perchè non ho capito subito, perchè non mi sono chiarita fin dall'inizio. Perchè le mie parole di diniego lo hanno colpito, in quel momento di felicità.
Gli ho chiesto scusa, ma non credo che queste fievoli parole possono alleviare il dolore, se poi sono dette in un messagio sms.
Ed ora sto male, perchè non posso sopportare che qualcuno soffra a causa mia. In verità, non merito davvero niente, nemmeno le persone che mi stanno accanto. Perchè sono una codarda, perchè mi nascondo dietro alla mia scorza di felicità, mentre invece, non c'è mai quella felicità che mostro tanto spudoratamente. Perchè non parlo e poi mi lamento, perchè sono egoista.
Mi chiedo se sia possibile cambiare, migliorare come persone. Perchè l'infanzia ci forgia per sempre, la mia mi ha reso fragile, più di quanto dimostri, ed in difesa,... una codarda, che si nasconde dietro alla sua maschera di falsi sorrisi e fittizia felicità.
Tu mi hai detto che mi amavi, che volevi stare con me. Ma lo sai che non è lo stesso per me. Non potrei mai avere un futuro con te, perchè la mia morale me lo impedisce. Ed io... non ti amo.
Però ti voglio un gran bene, lo sai. Se stai male, anch'io soffrirò come te. Se piangi, altre lacrime sgorgheranno dai miei occhi. Il tuo dolore diventa il mio, la mia pena di punizione. Sei una delle poche persone migliori che conosca e non posso accettare nè perdonarmi, non per quello che ho fatto. Non ci riesco e non voglio.
Scusami.
Ecco, ce l'ho fatta. L'ho trovato un altro motivo per odiarmi.
E' troppo grande questo odio, che tengo dentro da troppo, tanto, tempo, e che non riesco a reprimre o cancellare. Un odio che pensavo fosse rivolto agli altri, alle persone che mi avevano ferita in passato, ma non è così: odio solo e soltanto me stessa.
Questo sentimento, sempre più forte che mi logora dentro e che mi sta distruggendo. Si sbriciolano i frammenti della mia anima, si rifutano ancora di fidarsi il mio cuore e la mia mente, perchè la delusione è sempre troppo grande, ed, alla lunga, insopportabile.
Parlo tanto, troppe parole che vanno a vuoto. Ma la verità è che sono fredda come il ghiaccio e vuota dentro, dove regna disprezzo per me stessae paura per mondo, che non mi ha mai accettata. Proprio che a volte mi chiedo quale significato abbia vivere.
Esiste la felicità? Perchè chissà se so cosa sia.
Ed ora alte lacrime mi bagnano gli occhi... mentre una domanda mi raffiora e mi chiedo di nuovo: " Si può soffrire di vivere?"
×÷•.•´¯`•)† sospirato da Mewkaggy alle 21:03 †(•´¯`•.•÷×
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- disegnare un mio manga^*^
- Scrivere un libro
- Lavorare
- diventare educatrice
- incontrare Machy e Kagome008**
- essere felice
- avere dei veri amici
-cambiare vita!
- avere un gattino**
- andarmene di casa
- andare in giappone e in grecia
- avere 18 anni
- Fare qualcosa di importante della mia vita
- studiare al'università
- Avere un cane
-viaggiare molto per vedere le città ed i luogho più belli del mondo
- tornare a credere che esista l'amore
- essere amata da un ragazzo
- fidanzarmi per davvero per una volta
- realizzare il mio più grande desiderio...




