THE GHOST

Che buffo, che banale... aggettivi ovvi che definiscono la nostra cossidetta esistenza. Che insensata che è questa vita. Sguardo basso, occhi mesti, bocca silenziosa, la mia esistenza. Credo che più o meno questo si possano definire le mie giornate, perchè non hanno senso le parole, non sono necessarie, sono vuoti pensieri delle persone, spesso bugie di pensieri, perchè ciò che la gente dice di solito non è ciò che pensa. Io mi dispero e rifletto troppo in quest'atmosfera di una società superficiale e così insensata in cui quasi mi sembra di annegare. Non respiro quest'aria, non sono compatibile con questo mondo. Forse mi lamento troppo, in fondo non dovrei essere così abbattuta nella mia vita, ho una casa, una famiglia, di certo non mi mancano i beni di prima necessità. Eppure tutte queste cose sembrano così inutili, troppo superficiali e di poca importanza. Non ho nessuna patologia particolare che mi porti al disprezzo della vita, nè una storia familiare di morti e lutti. Eppure... niente va bene. Non sto bene, nè con me stessa nè con gli altri. E forse sono anche malata... malata di vivere. Incompatibile, inadatta a vivere, se vogliamo. Ne sono certa. In questi ultimi giorni è diventata la mia conclusione definitiva.
L'ho capito da quando mi sono resa conto di cosa sono, ho capito cosa sia il mio essere, la mia vera persona che si nasconde dietro a questa maschera, a questo fantoccio. Io sono soltanto un'ombra, un fantasma che vive. Chi ha detto che non esistono i fantasmi? Io lo sono. Sono un fantasma che ogni tanto viene scorto dagli sguardi vuoti della gente, quelli che riescono soltanto a notare la mia seconda personalità, quella falsa.
Ci ho provato a mostrare la vera Zaira, quella triste e vergogonosa che si nasconde sempre, ma non credo che esista qualcuno che ne interessato, ne sono sicura. Sono noiosa, monotona, triste, una pessimista che vede e dice la realtà per quella che è, che vede il mondo come il buco di un pozzo che cade nel buio e non ha un fondo, non c'è una risalita verso la luce. Non sono simpatica, nè utile. Non sono una brava amica, una persona di piacevole compagnia, non sono intelligente, a scuola un disastro, non sono brava a fare niente neanche agli occhi dei miei genitori, non ho pregi particolari, nemmeno la bellezza. Allora? A cosa servo? Non ho nemmeno una qualità positiva degna di nota! " Sono praticamente inutile", come anche è stata brava a riconoscere mia madre. Ha ragione. Sono questa inutilità e questa vuotezza che mi fanno male, tanto che mi chiedo sempre più spesso: " ma io che ci faccio qui?"
Per questo sono un fantasma vivente, vivo ma è come se non lo facessi, è come se non esistessi per gli altri. Perchè è così, nessuno se lo ricorda mai, che ci sono anche io. Mai.
Questo è ciò che vivo, da sempre, fin dai miei memorabili 13 anni. Tutta la vita di cui ho memoria.

" Sono il fantasma nero che piange le sue lacrime di icnhiostro sulla carta dell'anima sporca di colpa, l'inutilità del suo esistere e non esistere allo stesso tempo. E le lacrime, paiono stelle cadenti di un mondo che muore, ed il canto triste del cuore si diffonde... proprio quel canto che detesto e mai più vorrei udire ancora un istante, un altro momento."
×÷•.•´¯`•)† sospirato da Mewkaggy alle 22:02 †(•´¯`•.•÷×
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