Angel of Death

Ho provato a cambiare, un sacco di volte. Ho tentato di aprirmi e costruire vere amicizie per alleviare questi insopportabili pensieri, ma è sempre stato difficile. Nemmeno con la mia migliore amicia riesco a rilevare queste riflessioni, che paiono stupide, ma quando sono qui a batterle sui tasti sembrano csì grandi, così importanti, così insostenibili. Così impossibili da rilegare ancora una volta nel cuore.
Ed ora sono come una tempesta oscura che non fa altro che peggiorare, di giorno in giorno, di ora in ora, dopo ogni secondo che sfugge in questo tempo. Lo sapevo, come al solito stare fuori casa è la cosa migliore. Sono felice quando tanto più di distanza mi separa da quella casa. La odio, come odio lei. Appena metto piede dentro l'umilizazione e la disperazione mi schiacciano come un peso insopprimibile. Davvero non so cosa fare, non ho niente da fare per questa situazione. Ora quello che funziona meglio è fuggire più lontano e tempo possibile da qui. Perchè se sono felice lontano, quando sono a casa tutto questo male cancella in un attimo quel benessere e tutto quello che di bello era stato lontano diventa insignificante e nero, velato di questa soffusa tristezza legata a questo mare di sofferenza. Vorrei fuggire, scomparire nel nulla, cancellare questo capitolo della mia vita vissuta, tutta fin dall'inizio, per ridisegnarne una nuova, con un significato a coprire questa nullità di ora.
Vorrei essere un'altra persona, che sorride alla vita, che ne è felice di vivere, invece, sono l'oscura ombra che non vede altri colori che il nero. L'angelo della morte che vive nei cuori della gente, sono l'insetto fastidioso che rovina chi gli sta accanto, non mostra simpatia o allegria ma solo una soffusa tristezza senza alcuna determiazione, priva di vitalità. La piccola bambina mai cresciuta e dispersa che si lagna in una strada sperduta nella grande metropoli affollata. Sola, solo questo in realtà sono. Perchè credo che non esista qualcuno in grado di comprendermi veramente.
Voglio evadere da questo mondo in cui ho sempre vissuto, infrangere ogni regola e divieto che mi sono proposti, per mia soddisfazione. Ieri l'ho fatto, ho rotto un tabù che dentro di me mi ero sempre imposta. E sono stata bene. Il rientro a casa ha cancellato, però tutta quella soddisfazione, succede sempre.
Lei che si lamenta sempre. Io che ormai, priva di ogni sentimento positivo e paziente, che rispondo acida. Lei si arrabbia, ed è lì che la crepa nel ghiaccio tra di noi si allarga. Si è quasi del tutto formata la voragine che mi farà cadere. Ormai lei irraggiungibile, non possiamo nemmeno sfiorarci, perhè è troppo diversa da me, non sarà mai in grado di comprendermi, anche se mai ne ha avuto voglia ed è stata capace di farlo. Ed ora vorrei fuggire di nuovo, sparire ancora una volta.
Oggi sono stata davvero bene, fuori dalle 7 del mattino fino alle 7 di sera, senza vederla, nè sentirla.
Mi ha tirato su di molto, anche se poi tutto svanisce nella mia fosca rabbia contro il mondo e me stessa.
Oggi ho fatto altrettanto, pur di starle lontana qualche altra ora. Farei di tutto oramai. Mi sono fermata a Biella tutto il pomeriggio quasi, anche se non avevo nulla da fare. Ormai mi capita spesso. Lontano. Che meraviglia, quesi lunghi e distanti 2 chilometri di distanza che ci separano.
Ormai altro non ho scopo nella mia giornata: scomparire al più lungo possibile.Ora sono qui che scrivo le mie solite parole di rabbia, perchè questo è l'unico modo per buttare tutto fuori e placare almeno in parte la mia anima in subbuglio. Mi sento quasi esplodere, solo una gran rabbia mi preme nel petto, tanto che fa male, anche fisicamente. Manca una goccia, quella giusta che farà uscire tutto fuori, tutta questo dolore e rancore che reprimo ogni giorno. Credo che la Zaira pacata e ubbidiente di un tempo sia scomparsa, e no, questo a loro non piace.
Non mi era capitato di sentirmi così furiosa, non credo ci sia nessun motivo in particolare, è solamente tutto l'insieme di ogni piccola cosa, un agglomerato che è divenuto quasi insopportabile. Questa volta nessuna crisi di pianto, c'è troppa rabbia che tristezza credo. Mi sento oppressa, schiacciata da tutto, da questo insopportabile mondo, da questa patetica e ridicola società. Credo che il sentirsi soli sia la cosa peggiore che possa capitare, forse è questo il motivo principale del mio male.
O forse sono loro, i miei genitori. O forse sono ancora e solo io a permettere che stia così, perchè altro non so fare ormai che farmi del male. Mi sento esplodere dentro, mi fa male il petto ed il cuore, credo che questa volta neanche scrivere mi basti a sfogarmi. Niente basta più, niente è più in grado di ridarmi quella luce che ho perso di vista già da molto tempo. Ora c'è solo il nero, ed il ghiaccio di questo mio cuore freddo e animo spento. Sono solo una statua di pietra che ha smesso di vivere mentre ancora gli è permesso di esalare il respiro della vita.

"Sono il fantasma che ancora vive e soffre, che guarda il mondo con il sguardo apatico e versa le sue lacrime per lui. Sono l'ombra che vaga e si nasconde allo sguardo, che fugge dalla realtà. E l'anima nera che nulla di buono vede con i suoi tristi occhi scuri ed annebbiati di pianto. Ed ora sono il ghiaccio freddo che ha spento ogni fiamma di calore ed il vento gelido che passa insidioso ed invisibile allo sguardo, asciutto come fine sabbia, che non ha più goccie di pioggia da versare sull'arido terreno deserto dell'anima. Rappresento la nebbia fitta che offusca i sentimenti, che avvolge i sentimenti impenetrabili. Non sono incompresa, nè odiata. Sono solo troppo poco visibile allo sguardo del mondo, non sono nient'altro che una comune ragazza è malata alla società ed alla vita stessa. Il cuore rotto in frammenti di sofferenza, portato via dalla melodia triste e fittizia di vita.
Sono l'angelo della morte, che ancora non si vede privato del suo respiro ed ancora trova le lacrime per piangere questo crudele destino di attesa."
×÷•.•´¯`•)† sospirato da Mewkaggy alle 20:56 †(•´¯`•.•÷×
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APATIA

Come pensavo la malinconia di ieri sera si è protratta anche per tutta la domenica. Uff! Oggi oltre alla depressione a causa dell'imminente verifica di mate (non andrò di certo bene U.U), mi sono anche presa un bello spavento per il mio coniglio. Ma dico, che cosa bizzarra. Oggi mia mamma ha avuto la buona idea di fare uscire il cane di mia sorella (un bel pitbul) sul balcone dove c'era libera la mia coniglia. Il risultato è stato un putiferio. Mia mamma è stata lesta ad afferrare il cane, ma quel deficiente del mio coniglio ha avuto la genialata di buttarsi di sotto. Si è lanciata dal primo piano... non ho parole. In ogni caso per fortuna non ha nulla di grave, solo una zampetta ferita.
Per il resto è tutto sempre più o meno uguale. Negli ultimi tempi sto trascurando un po' la scrittura per dedicarmi con tutta me stessa al disegno, il mio obiettivo è diventare bravissima tanto da disegnare un manga! Ma questo desiderio (più utopia direi) si prospetta ben lontano, l'inizio del mio nuovo manga per testare le mie capacità si è rivelato una grande delusione per me.
Oggi non ho nulla da scrivere, mi sento quasi apatica, mi disinteresso di tutto ormai. Neanche la rabbia e la tristezza sembrano avere più tutta quell'importanza di prima.
" Notte oscura
e dì di tenebra nera
quando cinge le sue mura
questo battito di sera.
Vola triste canto
su ali di nubi chiare,
melodia d’ogni pianto
accarezzi come d’onda di mare.
Pare una stella d’oro
che cadente di malinconia
il ciel riveste del coro
dell’anima mia.
Oh, piccolo morente lumino
placa questo cuore
che di morte ne è chino,
ancor piange, piange di muto dolore."
"Stella Cadente", MewKaggy.
×÷•.•´¯`•)† sospirato da Mewkaggy alle 18:31 †(•´¯`•.•÷×
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THE GHOST

Che buffo, che banale... aggettivi ovvi che definiscono la nostra cossidetta esistenza. Che insensata che è questa vita. Sguardo basso, occhi mesti, bocca silenziosa, la mia esistenza. Credo che più o meno questo si possano definire le mie giornate, perchè non hanno senso le parole, non sono necessarie, sono vuoti pensieri delle persone, spesso bugie di pensieri, perchè ciò che la gente dice di solito non è ciò che pensa. Io mi dispero e rifletto troppo in quest'atmosfera di una società superficiale e così insensata in cui quasi mi sembra di annegare. Non respiro quest'aria, non sono compatibile con questo mondo. Forse mi lamento troppo, in fondo non dovrei essere così abbattuta nella mia vita, ho una casa, una famiglia, di certo non mi mancano i beni di prima necessità. Eppure tutte queste cose sembrano così inutili, troppo superficiali e di poca importanza. Non ho nessuna patologia particolare che mi porti al disprezzo della vita, nè una storia familiare di morti e lutti. Eppure... niente va bene. Non sto bene, nè con me stessa nè con gli altri. E forse sono anche malata... malata di vivere. Incompatibile, inadatta a vivere, se vogliamo. Ne sono certa. In questi ultimi giorni è diventata la mia conclusione definitiva.
L'ho capito da quando mi sono resa conto di cosa sono, ho capito cosa sia il mio essere, la mia vera persona che si nasconde dietro a questa maschera, a questo fantoccio. Io sono soltanto un'ombra, un fantasma che vive. Chi ha detto che non esistono i fantasmi? Io lo sono. Sono un fantasma che ogni tanto viene scorto dagli sguardi vuoti della gente, quelli che riescono soltanto a notare la mia seconda personalità, quella falsa.
Ci ho provato a mostrare la vera Zaira, quella triste e vergogonosa che si nasconde sempre, ma non credo che esista qualcuno che ne interessato, ne sono sicura. Sono noiosa, monotona, triste, una pessimista che vede e dice la realtà per quella che è, che vede il mondo come il buco di un pozzo che cade nel buio e non ha un fondo, non c'è una risalita verso la luce. Non sono simpatica, nè utile. Non sono una brava amica, una persona di piacevole compagnia, non sono intelligente, a scuola un disastro, non sono brava a fare niente neanche agli occhi dei miei genitori, non ho pregi particolari, nemmeno la bellezza. Allora? A cosa servo? Non ho nemmeno una qualità positiva degna di nota! " Sono praticamente inutile", come anche è stata brava a riconoscere mia madre. Ha ragione. Sono questa inutilità e questa vuotezza che mi fanno male, tanto che mi chiedo sempre più spesso: " ma io che ci faccio qui?"
Per questo sono un fantasma vivente, vivo ma è come se non lo facessi, è come se non esistessi per gli altri. Perchè è così, nessuno se lo ricorda mai, che ci sono anche io. Mai.
Questo è ciò che vivo, da sempre, fin dai miei memorabili 13 anni. Tutta la vita di cui ho memoria.

" Sono il fantasma nero che piange le sue lacrime di icnhiostro sulla carta dell'anima sporca di colpa, l'inutilità del suo esistere e non esistere allo stesso tempo. E le lacrime, paiono stelle cadenti di un mondo che muore, ed il canto triste del cuore si diffonde... proprio quel canto che detesto e mai più vorrei udire ancora un istante, un altro momento."
×÷•.•´¯`•)† sospirato da Mewkaggy alle 22:02 †(•´¯`•.•÷×
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Black Cat
Ouran Host Club
Code Breaker
Kuroko No Basket
D.Gray-man

- disegnare un mio manga^*^
- Scrivere un libro
- Lavorare
- diventare educatrice
- incontrare Machy e Kagome008**
- essere felice
- avere dei veri amici
-cambiare vita!
- avere un gattino**
- andarmene di casa
- andare in giappone e in grecia
- avere 18 anni
- Fare qualcosa di importante della mia vita
- studiare al'università
- Avere un cane
-viaggiare molto per vedere le città ed i luogho più belli del mondo
- tornare a credere che esista l'amore
- essere amata da un ragazzo
- fidanzarmi per davvero per una volta
- realizzare il mio più grande desiderio...




