LIFE

La mia vita non è così interessante da essere raccontata su un blog. Non ho da narrare le uscite con gli amici, il sabato sera in discoteca,… o altro.
Perché tutto questo non esiste.
A volte mi chiedo cosa ci sto a fare qui.
Per vivere mi dico.
E poi mi chiedo ancora, se davvero sto vivendo, o semplicemente trascorrendo un’inutile e fioca esistenza senza uno scopo, senza una meta.
Non vedo un futuro, ed alle spalle mi ritrovo un passato fatto di tante cose, ma allo stesso tempo di nulla. Ma è sempre stato così.
Un passato di solitudine e lacrime. Un’esistenza di retaggio, celata al mondo.
Mi ricordo che in quinta elementare, quando i maestri ci portavano il pomeriggio in cortile a giocare, io mi sedevo sola sui gradini delle scale e guardavo i miei compagni divertirsi giocando a pallone. C’era anche Kikka tra di loro.
Quel ricordo, credo che sia uno dei primi momenti in cui io mi escludevo dal gruppo e dai miei coetanei.
Oltretutto mi ero sempre sentita diversa dagli altri bambini, come uno scarto, ed anche derisa, sempre per il mio aspetto.
Alle medie tutto è cambiato e peggiorato.
In prima, due miei nuovi compagni di classe, bocciati in seconda, hanno iniziato a deridermi. Il motivo non l’ho mai capito, io a loro non avevo fatto nulla, mi chiedevo sempre cosa avessi fatto di male. Erano semplicemente due idioti.
Inoltre, gran parte della classe li ha seguiti a ruota.
Mi sentivo diversa da loro, esclusa. Non mi piaceva andare a scuola, lì. Non mi piaceva nemmeno studiare.
Ho passato tre anni lì dentro ed ogni giorno che cominciava una giornata di scuola speravo sempre che fosse presto finita.
Sempre più autoesclusa fin dalla prima ho cominciato ad appassionarmi alla lettura. Divoravo libri, uno dopo l’altro, in ogni ritaglio di tempo. Passavo l’ora della ricreazione a leggere.
Penso di aver letto un’intera sezione della biblioteca della scuola, che, tuttavia, era piuttosto piccola.
La passione della lettura mi ha aiutato. Lo avevo trovato il mondo ideale per me. Lontano da tutte quelle persone che odiavo. Il mio mondo di “sogno”, di fantasia ed avventure meravigliose che erano narrate nei miei libri.
In seconda media, ho iniziato a legare amicizia con Kikka, nonostante i nostri disguidi precedenti. Eh già, penso sorridendo, litigavamo sempre noi due.
Ma in fondo è anche questo che ha reso speciale la nostra amicizia.
Purtroppo quell’anno però, Kikka era amica di un’altra mia compagna di nome Marta. Lei mi era molto antipatica, perciò, sfuggivo sempre la loro compagnia.
La mia passione è sfociata anche nel disegno. Visto che a scuola ero un po’ scarsa ( non studiavo molto^^') era la materia dove andavo più forte.
Il mio odio per la classe e la scuola ed, anche, per il mio aspetto fisico, che ho sempre odiato, rendevano tutto più difficile ed odioso.
Con felicità, ed anche timore, si avvicinava l’esame, presto avrei detto addio a quel cessume di scuola.
In terza io e Kikka siamo diventate amiche inseparabili. Penso sia stato sempre il mio sostegno, ci intendevamo a vicenda e soprattutto la nostra amicizia era meravigliosa, fatta di una reciproca sincerità.
In quel periodo ho preso carattere, nessuno mi metterà più i piedi in testa mi dicevo. Ho imparato a rispondere, tanto che a quelli è diminuita la voglia di beffeggiarmi.
Sono uscita dalle medie con un innegabile odio verso i ragazzi, fautori delle mie sofferenze in quegli anni.
Dispetti e prese in giro, offese ed insulti, solo questo mi avevano dato.
Ed io, ancora colpita e diffidente, nel mio subconscio ero convinta che qualsiasi ragazzo si sarebbe comportato così con me.
E così in un periodo in cui avrei potuto costruire nuove amicizie, o magari sarebbe potuto nascere anche il primo amore, l’ho affrontato con l’odio nel cuore
Un odio che pian piano è scomparso, ma che ha lasciato dietro di sé diffidenza e paura.
Alle superiori ho trovato una buona classe, i miei compagni erano davvero bravi, nessuno mi derideva più.
Però io ero troppo chiusa, troppo arrabbiata e timorosa.
Alla fine mi sono aperta, ma tuttora è ancora difficile stare in compagnia per me.
Perché i vecchi dolori restano sempre e le antiche ferite non se ne vanno, si fanno sempre sentire per ricordarci le nostre sofferenze e le sconfitte e riportare la paura e la diffidenza nel cuore. O almeno per me è così.
Lo so cosa mi dicono tutti, bisogna tirare fuori gli artigli ed affrontarla questa vita. Bisogna sorridere sempre, trovare la passione e gli affetti. Ma chissà perchè poi a me tutto questo sembra tremendamente difficile.
Nonostante ci provi, non sono in grado di gettare completamente alle spalle quei ricordi e quelle paure, perché loro si ripresentano quando meno te lo aspetti.
E' vero può apparire stupido, ma io ancora ce l’ho questa paura, sono stanca che accada. Gli altri, sempre pronti a squadrarti e a giudicarti per quello che vedono.
Con un occhiata già ti classificano e ti gettano come un rifiuto.
Le persone ed i loro giudizi.
Cerco di apparire allegra davanti ai miei compagni ed amici, anche con i miei familiari. Ma quando sono sola non è così.
Penso.
Allora arrivano i rimpianti, e i dolori, e le lacrime,… e forse in mezzo a tutto questo c’è rimasto anche un po’ d’amore.
×÷•.•´¯`•)† sospirato da Mewkaggy alle 22:13 †(•´¯`•.•÷×
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"NON ESSERE"

E' strano che capiti di non saper cosa scrivere, di non avere idea di cosa postare, perchè quel che scriviamo ogni volta ci sembra sempre uguale e monotono. Sempre la solita ninea, le solite parole, i consueti stupidi pensieri di una ragazzina che non vuole crescere, che ha paura del mondo.
Oggi è proprio questo che mi è capitato, come ieri, e l'altro ieri, non saper cosa scrivere.
Perchè nonostante io insinui di provarci, qui non è cambiato proprio nulla. Anzi come avevo immaginato la fine della scuola ha peggiorato le cose.
Caspita ora veramente passerò l'estate in solitudine. Almeno, penso e spero, un po' mi salveranno gli stage.
Mi guardo intorno e non vedo altro che una landa isolata, come se fossi da sola in mezzo ad un mondo affollato. Così pieno quasi da soffocare, ma al tempo stesso così isolato da straziare il cuore.
Mi rendo conto di quanto tutto possa apparire senza un senso, senza una fondatezza, quanto tutto ciò che ci circonda può essere vanificato, senza un preavviso, senza una motivazione.
Non c'è stato nessuno nel mondo che ci ha detto cosa ci aspettava questa vita, dei genitori che mi hanno messo al mondo e mi hanno spinta verso la vita. Pian piano la loro mano che mi accompagnava, così sicura, mi ha lasciato, allontanata, tanto che ora è quasi impercettibile allo sguardo.
Non ricordo cosa sia l'affetto, essere davvero stretti e coccolati da un persona, dalla propria madre. Non ho mai saputo cosa voglia dire avere l'affetto di un nonno.
Tutto mi passa accanto con indifferenza, le mie parole volano a vuoto, così poco importanti per loro, i miei problemi, che mi paiono così insormontabili cadono ai loro occhi. Già, loro, gli adulti.
Mi chiedo se si ricordino ancora cosa voglia dire essere ragazzi.
E' così, non sopporto nemmeno più i miei genitori adesso, ora più tra tutti anche Sabrina. Continuo a chiedermi: ma allora sono io qui la sola a sbagliare? Se non ne azzecco neanche una con nessuno, sono proprio da buttare via.
Non capisco cosa ancora cerco qui, in questo luogo dove mi pare che nessuno voglia darmi nulla.
Ed ancora verso queste calde lacrime ed ancora mi rinchiudo nel mio mondo, fatto di fantasia e di avventura, fatto di sogno. Il mio mondo, lontano da questo luogo marcio in cui governa l'ipocrisia e la bellezza. Lontano da questa decadenza di valori giusti morali, lontano da questo mondo che io stessa ho imparato ad odiare.
Chiusa in me stessa, incapace di legare veramente con le persone. Perchè tutti spariscono quando si ha veramente bisogno?
Dove sono tutti i miei presunti amici in questo momento? Neanche uno c'è mai con me. Poi, ora che è finita la scuola non vedo nessuno, ma proprio nessuno accanto a me.
Un sorriso amaro si aggiunge al mio viso, come se non lo avessi immaginato.
Già, un'illusione, la mia. Una stupida ed inutile speranza.
Ringrazio davvero una sola persona, che nonostante sia lontana riesce sempre a tirarmi su il morale. Sempre tu Marco, è bastato il tuo messaggio di oggi a farmi sorridere, e, soprattutto, a ricordarmi che non sola in questo mondo. Che se ho bisogno di conforto posso sempre trovarlo nelle tue dolci e sagge parole.
Ti voglio davvero un bene dell'anima.
Ho incontrato Kikka ieri, la mia migliore amica.
Mi si è stretto il suore quando ci siamo salutate. Guardandola andar via mi sono resa conto che la sto perdendo.
Con gran tristezza ho percepito un raffreddamento nel nostro rapporto. Non so se sia la mia impressione. So solo che non voglio perdere la mia unica amica che mi rimane. Ho paura davvero di rimanere sola, sempre.
Ed ora mi ritrovo a pensare ancora una volta alle parole di Kagome008, la mia shorella virtuale preferita. Sono arrivata a chiedermi io la stessa domanda: se non ci fossi più, se ne accorgerebbe qualcuno?
Ed in questa notte serena il mio animo è ancora in subbuglio. Non c'è solo tristezza oggi, ma anche una gran rabbia.
Perchè chi diceva di starmi vicino e di volermi bene non si è dimostrato come tale.
Mi sento sola ed abbandonata, sto troppo male così. Ed ora vorrei solo una cosa: Non essere. Perchè se io non fossi, se non esistessi, tutto sarebbe migliore. E vero, sono un'inutile incapace, una figlia che non dà alcuna soddisfazione... come è solita ripetere mia madre,... e come ho imparato a considerarmi anche io.
Volevo dare un grandissimo ringraziamento a Kagome008 per questo magnifico template che è stata così gentile da farmi. Io amo i gatti!**
Grazie shore ti voglio davvero tanto bene! Un bacione grande grande.
×÷•.•´¯`•)† sospirato da Mewkaggy alle 22:40 †(•´¯`•.•÷×
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DELUSIONE

Non posso dire che tutto vada bene, non posso nemmeno negare che io sia triste e non stia bene.
Però non posso nemmeno non ammettere che non tutto è negativo.
E' vero, ancora non sto bene, mi sento sempre sola, come se avessi tutto il mondo contro, o peggio, indifferente a me.
Io ci provo, ce la sto mettendo tutta, sto tentando con tutte le mie forze di aprirmi e costrurmi nuove amicizie. Sempre una fioca speranza ho.
Però è troppo difficile, non va mai come vorrei.
Provo a frequentare più gruppi di amici, ma ogni volta, in ogni occasione mi sento di troppo, un'estranea al gruppo, nettamente tagliata fuori. E, sempre più spesso, mi ritrovo a chiedermi: " Ma io che ci sto a fare qui? Potevo starmene a casa mia."
E poi sì, c'è sempre la delusione, e le lacrime, e la tristezza... nascoste così bene a tutti, anche ai miei familiari.
Mi sono chiesta in un' occasione particolare, di cui non farò nomi, se deridere un'amica sia un modo per scherzare insieme.
Non so più che fare, chi frequentare.
Chiunque mi sia accanto sembra non essere capace di vedermi per quella che sono (non che io faciliti il compito), sembra che nessuno sia in grado di comprendere, ed io non faccio nulla per far capire agli altri.
Già, non sto proprio bene, nè con me stessa, nè con gli altri.
Sento un gran conflitto dentro di me. Un grande giudizio negativo che provo nei miei confronti, e, che, anche se volessi non riuscirei a cancellare. Perchè è troppo reale e veritiero.
Tra poco la scuola sarà finita, e, anche se non riesco a crederci, un po' mi dispiace. Già, perchè non vedrò più tutti i giorni gli unici 'amici' che ho.
L'unica occasione che avrò sarà uscire con Kikka, la mia più grande amica, anche se sarà difficile a causa del lavoro e degli stage.
Mi sembra quasi di essere una naufragata, dispersa, che si aggira in acque inesplorate, quasi alla ricerca di qualcosa, quasi a voler trovare ciò che si aspetta da una vita, quasi a voler cercare qualcosa che non esiste.
E' vero, la mia positività ormai è quasi del tutto scomparsa, tra delusioni varie e scolastiche non riesco a vedere più nulla di buono.
Sì, è vero, ne ho di persone accanto a me, ma spesso le sento così lontane, non sono capace di parlarne a voce, di confidare questi pensieri a qualcuno.
E chissà, forse, non voglio nemmene infastidire gli altri. Mi chiedo sempre perchè la penso così, sarà un'innata generosità di pensare sempre agli altri oppure solo una scusa per nascondere la mia paura di aprirmi a qualcun altro? Già, ancora paura. Chissà perchè poi, a livello razionale mi rendo conto di quanto sia infantile questa paura, ma poi quando ti ci sei di fronte non appare così banale.
Ho bisogno di parlare ma in ogni occasione non sono mai in grado di prendere l'iniziativa.
E devo anche ammettere che quando mi chiedono come sto, io rispondo sempre "bene" anche se non è così.
E poi è vero ogni volta che mi ci trovo parlare di qualcosa che ho dentro sembra una cosa stupida. Di sicuro non gliene frega niente, mi dico dentro. Forse, la solita scusa.
Ed ora attendo ancora. Forse, penso, arriverà anche il mio di momento.
Forse potrò trovare anche io la serenità e la gioia che cerco. Mi chiedo e non mi rispondo, non ancora. Per ora c'è solo una grande delusione, per tutto. Ed anche rimprovero, per me stessa.
Infine, non potevo non ringraziare tutto il gruppo redazione di cui faccio felicemente parte e soprattutto Spaf! (Roberta, Tony Bianconiglio e Federica). Oggi mi sono davvero divertita alla presentazione del progetto, della guida e del sito ( http://www.spafonline.org , ne approfitto per fare pubblicità^*^, andateci!).
Grazie ed un bacione a tutti.
×÷•.•´¯`•)† sospirato da Mewkaggy alle 19:19 †(•´¯`•.•÷×
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RIFLESSIONI
RIFLESSIONI

Oggi sono un po' giù di corda (chissà che novità -.-), non ho voglia di parlare con nessuno. Sono su msn e sullo stato 'invisibile', non ho voglia che nessuno mi contatti, tra l'altro gli amici con cui vorrei parlare non ci sono.
Ho bisogno di pensare, ma ora mi dico, basta pensare, lo faccio troppo. Forse è anche ora di agire, no?
Darsi da fare, migliorare le cose, perchè no, non si può continuare così.
Ho bisogno di attivarmi, di aprirmi,... di parlare. Ma tutto questo ora come ora è difficile per me.
E nonostante tutto se penso agli anni passati mi vedo molto cambiata, e forse, anche migliorata.
Se penso all'odio profondo che provavo in terza media per le persone, in particolare per i ragazzi.
Già, li odiavo a morte, per tutto quello che mi avevano fatto, per tutto il male che erano solo stati capaci di portarmi.
Per fortuna le superiori e l'attuale classe mi hanno fatto davvero bene.
Mi hanno aiutato molto alcuni dei miei compagni di classe, e di questi li devo ringraziare.
Ma sono ancora troppo introversa per costruirmi vere amicizie, per fortuna qualcuna ne ho.
A volte capita di sentirmi completamente sola, anche se, come si preoccupa sempre di dirmi Machy, non lo sono. "Finchè è qualcuno che ti pensa e che ti vuole bene non sarai mai sola", dice sempre lui. Penso abbia ragione, però nei momenti più difficili a volte mi sento davvero sola.
In ogni caso dovrei smetterla di blaterale, perchè, penso che chi sta peggio di me direbbe 'ma di che si lamenta questa?'
Vorrei chiudere gli occhi e smettere di pensare, di torturarmi con inutili rimorsi, inutili rimpianti, cose che non posso cancellare nè allontanare da me.
Ed ora sono qui, a riflettere, ancora una volta, qui a scrivere, come sempre.
E verso calde lacrime invisibli, lancio gridi silenziosi, la disperazione di non avere mai ciò che si vuole, la tanto ambita felicità che ancora vedo così lontana ed irraggiungibile.
×÷•.•´¯`•)† sospirato da Mewkaggy alle 22:02 †(•´¯`•.•÷×
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D.Gray-man

- disegnare un mio manga^*^
- Scrivere un libro
- Lavorare
- diventare educatrice
- incontrare Machy e Kagome008**
- essere felice
- avere dei veri amici
-cambiare vita!
- avere un gattino**
- andarmene di casa
- andare in giappone e in grecia
- avere 18 anni
- Fare qualcosa di importante della mia vita
- studiare al'università
- Avere un cane
-viaggiare molto per vedere le città ed i luogho più belli del mondo
- tornare a credere che esista l'amore
- essere amata da un ragazzo
- fidanzarmi per davvero per una volta
- realizzare il mio più grande desiderio...




